FOLK-LORE
AMBIENTAZIONI MITOLOGICHE ED EDUTAINMENT

Il termine inglese lore, utilizzato oggi in cinematografia e letteratura per indicare l'ambientazione in cui si collocano gli eventi, con tutto il suo insieme di regole e meccanismi di fondo, inizialmente aveva un altro significato: lo stesso che ha nella parola folklore, ossia “tradizione”.

Nell'utilizzo del gioco di ruolo, da tavolo o digitale a scopo di edutainment, la costruzione della lore - o ambientazione dell'avventura - ha un ruolo più che rilevante: permette infatti di creare un'esperienza divertente e stimolante, facendo al contempo conoscere ai propri giocatori la storia, la scienza, l'archeologia, l'antropologia culturale, o di farli riflettere su tematiche attuali in maniera immersiva.
Una lore ben strutturata spinge il giocatore ad immedesimarsi non solo nel proprio personaggio, ma anche nelle dinamiche del mondo col quale si sta interfacciando, comprendendolo ad un livello molto più profondo di quanto non farebbe se queste stesse dinamiche gli venissero esposte con un approccio canonico e didascalico.

Insomma, per trasformare l'esperienza ludica in un mezzo educativo, o anche solo per renderla diversa, curiosa e spingere i propri giocatori fuori dal loro schema di pensiero o di gioco abituale, spesse volte basta solo scegliere la giusta lore per la propria storia.
La lore infatti non è solo un setting narrativo, un insieme di luoghi, razze o tecnologie che delineano il mondo nel quale si svolge la giocata, ma implica anche un sistema di regole culturali, fisiche e meccaniche che i giocatori saranno spinti a capire e rispettare, sfruttare o in certi casi anche violare, facendole proprie.

Facciamo un esempio.
Assieme ad altri membri dell'associazione di divulgazione storico-culturale di cui faccio parte (Clan Luksarnon APS), mi è capitato di organizzare in un paio di occasioni dei pomeriggi di attività didattiche per i bambini, e in uno di questi eventi abbiamo proposto un gioco a prove con lore di fondo sulla mitologia Celtica: i nostri giovani giocatori sono stati divisi in 3 squadre e ad ogni squadra sono state assegnate delle prove da completare per raccogliere indizi dalle divinità del Pantheon Celtico. Ciascuna “divinità” ha proposto una sfida tematica che fosse divertente ma anche educativa: scrittura del proprio nome con l'antico alfabeto ogamico, imitazione degli animali, riconoscimento di piante e fiori, giochi praticati all'epoca (come il tiro alla fine o il lancio del “ceppo”), percorsi ad ostacoli con introduzione narrativa delle gesta di un determinato eroe. Alla conclusione del gioco ogni squadra aveva conosciuto una serie di divinità e di aspetti della cultura celtica, legati alla scrittura, ai mestieri, all'erboristeria, alla mitologia e alla vita quotidiana, guadagnato ciascuna una parola da unire a quelle delle altre squadre per comporre una “formula magica” e conquistarsi la ricompensa finale.
Insomma, un semplice riadattamento della caccia al tesoro, in cui però la lore crea il contesto e la linea tematica di fondo, affiancando un elemento istruttivo a tutte le attività ludiche svolte dai bambini durante il gioco.    

Ma perchè scegliere una lore mitica piuttosto che una prettamente storica?
Innanzitutto perché è più divertente e offre molte possibilità a livello narrativo, poi perché richiede molto meno impegno a livello di “studio”, per così dire, e lascia più libertà interpretative sia ai giocatori che al narratore o ideatore del gioco.  
Ma c'è un altro motivo, più profondo, per cui i giochi a sfondo mitologico stanno prendendo sempre più piede al giorno d'oggi: la mitologia e il folklore offrono la possibilità di comprendere le epoche storiche e i popoli a livello più umano e intimo, e quindi molto più coinvolgente.
Interfacciarsi con ciò in cui un popolo credeva, con la sua “fantasia” insomma, spinge inevitabilmente a cercare di capire come questa gente pensasse, quali problemi dovesse affrontare e con che risorse. Insomma: cosa significasse vivere in quella determinata epoca o cultura, con tutte le sue implicazioni sociali, territoriali e tecnologiche.
 
L'edutaiment non è però l'unico campo di applicabilità di questo tipo di lore: quale modo migliore di uscire dalla nostra quotidianità che quello di immergersi nella fantasia di qualcun altro, lontano da noi nello spazio o nel tempo?
Chiaramente anche il fantasy canonico alla Dungeons and Dragons offre le stesse possibilità di evasione, la differenza è che la mitologia è radicata nella storia, nell'antropologia dei popoli, e si basa su pattern di valori che ci raccontano qualcosa del nostro passato come del nostro presente, invitandoci a riflettere su di essi.
Un punto di vista diverso, distante, o addirittura alieno, può aiutare i giocatori ad aprirsi, liberandoli dai vincoli di dogmi sociali o culturali, ma può anche farli interrogare sul significato di questi stessi dogmi, traendo le loro personali conclusioni. 

Negli articoli che seguiranno questa introduzione, vi porterò alcuni esempi di lore a tema mitologico, letterario e storico, attraverso le quali poter coinvolgere i giocatori su più livelli, portandoli a contatto con altre culture, realtà ed epoche in maniera attiva e profonda, senza trascurare di farli divertire. 

Articolo a cura di Petra Adranno, col supporto dell'associazione di divulgazione storico-culturale Clan Luksarnon APS       




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